IN QUESTO BLOG PARLEREMO DI TUTTE LE DISTRIBUZIONI LINUX E LE LORO CARATTERISTICHE, GRAZIE E BUONA PERMANENZA!!!

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Bootloader su Ubuntu.

Come sbloccare bootloader su Ubuntu.

Vediamo un po' come si fa a sbloccare il bootloader di ubuntu? È la domanda che molti utenti, amanti di tecnologia si pongono. Partiamo dicendo che il bootloader è un programma che entra in azione quando accendiamo un dispositivo.

Serve per attivare il giusto sistema operativo. Ricordate che il bootloader è fornito direttamente dal produttore del dispositivo. È un elemento molto importante e, per questo, si trova in una parte della memoria che non può essere facilmente modificata dagli utenti.

Infatti quando si vuole modificare il proprio dispositivo, il bootloader bloccato è il maggiore ostacolo.

Un bootloader bloccato caricherà esclusivamente i sistemi operativi autorizzati con una firma digitale.

Quasi tutti i produttori di smartphone o tablet decidono di bloccarlo, impedendo l’installazione di qualsiasi altra ROM personalizzata. Per lo sblocco del bootloader ogni produttore prevede una procedura diversa.

Questa può prevedere l’invio di un semplice comando dal pc tramite connessione USB. Oppure un download di un programma appropriato.

Ricordate che lo sblocco del bootloader permette di installare un software non autorizzato. Questa operazione annullerà la garanzia del vostro dispositivo.

Per sbloccare il bootloader di ubuntu, avrete bisogno di fastboot sul vostro computer.

Quando l’avrete ottenuto avviate l’applicazione telefono e scrivete “*#06#”. A questo punto vi apparirà il codice IMEI. Segnate il codice che vi servirà successivamente.

Ora spegnete il dispositivo e tenete premuto in alto il pulsante volume.

arrivati questo punto collegate il dispositivo al vostro computer tramite cavo USB. Sul pc avviate il terminale ed eseguite il seguente comando “fastboot -i 0x0fce getvar version”.

Se vi accorgete e vediamo di verificare il tutto sia configurato correttamente, potete procedere. Cliccate sul pulsante rosso “continua” che vi apparirà in fondo alla pagina.

Vi verranno mostrati una serie di termini legali e dovete confermare e accettare per procedere.

Subito dopo inserite il codice IMEI escludendo l’ultima cifra.

Inserite successivamente il vostro nome e indirizzo email. Alla fine vi sarà fornito un codice di sblocco che dovrete scrivere.

Aprite ancora una volta il terminale ed eseguite il comando “fastboot -i 0x0fce oem unlock 0xKEY”. Il gioco è fatto!

Non ci resta che provare e vedere il risultato, cosi avremmo anche noi il "Bootloader" anche su Ubuntu.


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Linux un altro Bug.

Un bug che porta a l'esecuzione di codice dannoso.

In arrivo un nuovo bug che porta a questa esecuzione al codice dannoso, sta destando notevole interesse la notizia di una vulnerabilità che può consentire a un aggressore remoto di eseguire codice dannoso su una macchina Linux.

Il quadro è, in questo caso, molto simile a quello che dipinge uno dei comuni attacchi su Windows: si apre un file musicale malevolo o lo si gestisce da browser e il codice dannoso viene immediatamente eseguito.

Come spiega l'autore della scoperta, Chris Evans, se l'utente utilizza Chrome sulla sua macchina Linux, ciò che si verifica è un vero e proprio attacco drive-by ossia il file dannoso viene scaricato ed eseguito automaticamente.

Una importante premessa: il problema non risiede nel kernel Linux e non ha a che vedere con i componenti di base del sistema operativo. Inoltre, non permette di acquisire i diritti di root e il codice malevolo si esegue usando gli stessi privilegi dell'account utente.

Purtuttavia, il codice exploit messo a punto da Evans non va preso sotto gamba perché può comunque consentire la sottrazione di dati personali - senza che l'utente si accorga di niente - e, ad esempio, dei cookie di autenticazione per Google, Facebook, Twitter e così via.

Il problema risiede in un bug nella gestione della memoria ed è strettamente collegato con GStreamer, framework per lo streaming multimediale presente nelle più importanti e diffuse distribuzioni Linux.

GStreamer, come dicevamo inizialmente, non è un componente del sistema operativo in sé ma è "popolarissimo" perché incluso ad esempio in GNOME.

Non ci resta che stare attenti a questo bug anche perché si spera che venga  risolto, quindi per chi gli risulta questo bug è sempre meglio mandare la segnalazione alle rispettive distribuzioni, per risolvere il problema.

Per fortuna girando su internet si è trovata la soluzione, per risolvere questo problema andare in questo sito e scaricare la patch:https://launchpad.net/ubuntu/+source/game-music-emu



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Distribuzioni simili all' Imac.

Le varie Distribuzioni simili all' Imac.

Salve oggi parleremo delle varie Distribuzioni simili all' Imac, come ben sappiamo anche l' Imac sopratutto il suo sistema fa parte di Unix, il suo nome originario è macOS, non per nulla su Linux ci sono delle distribuzioni molto assomiglianti e simili, per chi ne fosse appassionato iniziamo ad elencare:

1)PinguyOS.

Chi proviene da un computer Mac potrebbe apprezzare PinguyOS sul proprio computer per il suo aspetto molto simile a quello del sistema Mac.
Facile da usare come pochi sistemi, permette di usare un PC gratuitamente con un sistema flessibile e veloce. Ecco a voi il Download:PinguyOS


2)Pear Linux.

Questa distribuzione è basata su Ubuntu e presenta molti elementi che la fanno assomigliare ai sistemi Mac, anche se sotto molti aspetti rimane ancora abbastanza indietro. Col tempo Pear Linux migliorerà sicuramente ma per ora possiamo solo dire che presenta la grafica Gnome e il suo punto forte è la dock bar che simula quella dell'OS X. C'è anche un Launchpad e un "App Store" che naturalmente fa riferimento a quello per le app di Linux.
Pear Linux si può scaricare dal sito ufficiale e i requisiti minimi non sono alti: processore Pentium III 500 MHz, 512 MB di RAM e 8 GB di spazio su disco.
Questa distristribuzione è un'ottima occasione per tutti quelli che hanno sempre usato Windows e vogliono provare un "simulatore" dei sistemi Apple.


3)ElementaryOS.

Questa distribuzione è già da un po' di tempo che è in circolazione, ed è a tutt’oggi una delle più interessanti in arrivo. Si tratta sicuramente di una delle distribuzioni Linux, se non DELLA distribuzione Linux, che si concentra di più sull’aspetto estetico e sul design dell’interfaccia. In tal senso, è la più simile a Mac OS X di Apple. La somiglianza coinvolge anche il sito ufficiale e il suo stile verticale.

 
4)Personalizzarla con Ubuntu.

Dato che le varie distribuzione le potete personalizzare, nessuno vi obbliga con una distribuzione semplice di personalizzarla e farla diventare una distribuzione simile al Imac. Ecco una piccola guida di come fare:Ubuntu Travestito da Mac


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Remix Xubuntu.

New XUbuntu1604-LTS – 64 – Remix.

Siamo arrivati all'ultima Remix questa è molto simpatica e anche pratica, bella grafica ed è ottima, e questo viaggio si è concluso.



Per Informazioni:


1) Disponibile per il download da Megadriver dal 25/04/2016

2) Pinguy-Builder ISO Reamastersys Clone

3) Name Iso = xubuntu1604lts.iso

4) MD5Sum = xubuntu1604lts.iso.md5

5) nousername x live
nopassword x live
##########################################################

6) SystemBack Iso remaster (alternativa all’ iso pinguy-builder)

7)NameIso = xubuntu1604_1.iso
md5sum = 47898abca1d544328c2278b3654b6245
username = xubuntu
password = linux (unica)
###########################################################

7)Software extra addizionale preinstallato

8) Backupe :

9) Pinguy-Builder remastersys clone

10) SystemBack

11) Emulazione : Wine64

12) Internet e rete :

Chromium

Skype

Grafica:

Blender

Pinta

Inkscape

XSane

SimpleScan

13) Multimedia :

Audacity

Clementine

Kazam

Cheese

Parole

OpenShot video editor

VLC

14) Sviluppo :

Mysql-server

Mysql-client

PhpMyAdmin

15) Altri : Plank – Docky – MidnightCommander (mc) – Build-essential – Epson XP-215/217 multif. Driver.


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Remix PcLinux.

PcLinuxOS 64 XFCE Upgrade Remix.

Ecco la penultima Remix è interessante e da provare.


Per Informazioni:

1) MyLiveGTK iso remaster

2) NameIso = xfce-pclinuxos-2016-05-10.iso

3) Live – Username = pclinuxos
md5sum = 026f95be93253f452e98cf4c7c62a7fb

4) Password = linux (unica sia x root che per username)

5) Software addizionale preinstallato

6) Grafica : Blender , Pinta, Inkscape ,LibreCad,XSan
internet = Google Chrome , Amule,Skype,TeamWiever11

7) Multimedia : Clementine, Lives.

8) Altri : DDconf , MyliveGTK,Mc(midnight commander),QTPhotoRec,

9) BlackBit,Grub2customizer

10) Plank-Docky (preinstallato non attivo al boot (submenu ‘altri programmi per attivarlo’)

11) LibreOffice (preinstallto completo)

12) Disponibile per download dal 11/05/2016



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Remix Debian.

New – Debian 8.5 Jessie – Solid-Mate Remix.

Un altra Remix che consiglierei tranquillamente, e questa di Debian 8.5 Jessie e fluida e stabile ve la consiglio.





















Per Informazion:

1) Tipe ISo Systemback -Live install.

2) Name Iso = Scaricare: solidm-remix.iso (disponibile dal 22/08/2016)
6490134beb993d7784519e846d52d8e9 solidm-remix.iso.md5sum.

3) dimensioni = 3.733 Gb.

4) Ambiente desktop completo per office, multimedia, grafica, sviluppo e programmazione.

5) Software Addizionale.

7) Da repositry SolidXK: solidxk-software-center – solidxk-usbcreator, Solidxk-constructor, Gambas3, Eclipse, Skype , Blender, Pinta, Gimp, Firefox , kodi-media-center.

8) Da direct download Libreoffice Italia: LibreOffice 15.2. , systemback.
Da direct download Epson driver – driver x Printerscan XP212-215-217.

9) Da repostry Debian Jessie 8.5 ufficiale: CMake, CodeBlocs-IDE, Mysql server-client, PhpmyAdmin, Clementine, Kazam, Lives, OpenShoot-video-Editor, radiotray, minitube.

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Remix di Linux Mint.

Linux Mint Mate 64 – Sarah Remix 18.1.

Ecco un altra Remix molto interessante, riguarda, Linux mint non vi resta che provarla ed esaminarla.


Per Informaizoni:

1) Pinguy-builder iso remaster

2) NameIso = mintmate18-dist.iso

3) Md5 Sum = mintmate18-dist.iso.md5sum

4) Dimensioni dell’ iso = +- 2.05 Gb

5) Per l’ installazione del SO , da livemode accedere al menu di Sistema – Amministrazione.

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La Remix.

Remix di Deepin.

Oggi parleremo di una "Remix" che è molto Interessante, sarebbe la remix di Deepin iniziamo:

Linux Deepin 64 – 15.1.1 remix italiano (DDE-Cinnamon double session manager)

(Deepin 15.1.1 – DDE)



(Deepin 15.1.1 – Cinnamon)



Per Informazioni:

1) Systemback iso remaster

2) NomeIso = deepin1511.iso

3) Username x Live = franco (con impostazione automatica)

4) Password x Live = linux

5) md5sum = e8440de40826f0ffa86d53290fd45190

6) Disponibile per il download dal 18/04/2016

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Patcha 4 Vulnerabilità.

Ubuntu patcha 4 Vulnerabilità.

Le falle di sicurezza di cui vi parlerò fra poco erano presenti sia su Ubuntu 16.04 LTS (Xenial Xerus), che su Ubuntu 14.04 LTS (Trusty Tahr) ma anche su Ubuntu 12.04 LTS (Precise Pangolin) e su Yakkety Yak.
La prima, CVE-2016-7425, è stata scovata da Marco Grassi nell’Areca RAID Controllers driver, il quale non era in grado di gestire correttamente alcuni messaggi di controllo. La falla è presente su Ubuntu 16.10, 16.04 LTS che su 14.04 e 12.04 LTS.

La seconda vulnerabilità, CVE-2016-7097, affliggeva Ubuntu 16.10 e Ubuntu 16.04 LTS e riguardava il filesystem, permetteva ad un local attacker di ottenere i privilegi di amminitratore. Anche la terza vulnerabilità, (CVE-2016-9644), consentiva di ottenere “facilmente” i privilegi di amministratore però, a differenza della precedente, riguarda solo Xenial Xerus.

La quarta, (CVE-2016-8658), così come la seconda, è presente su Ubuntu 16.10 e su Ubuntu 16.04 LTS, ed è uno stack-based buffer overflow nel driver Broadcom IEEE802.11n FullMAC, permetteva ad un local attacker di ottenere i privilegi di amministratore o di far crashare il sistema.

Canonical si raccomanda di aggiornare immediatamente il sistema.


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Ubuntu 16.04.2 arriva a Gennaio.

Ubuntu 16.04.2 a gennaio con il kernell 4.8.

Dopo aver pubblicato la tabella di marcia di Ubuntu 17.04 che è ovviamente in sviluppo Canonical ha aggiornato la road map di Xenial Xerus. Ubuntu 16.04.2 LTS (Xenial Xerus) arriverà Giovedì 19 Gennaio 2017.

Come sapete Ubuntu 16.04 LTS (Xenial Xerus) è una long term supported release (LTS), il che significa che riceverà supporto ed aggiornamenti per cinque anni, fino ad Aprile 2021. Solitamente una LTS riceve 5 point release.

Dalla prossima release Xenial Xerus non sarà più basato sul kernel 4.4 bensì sul 4.8 e sarà inoltre adottato un nuovo hardware enablement (HWE) che consentirà, in poche parole, di adottare un rolling HWE kernel model.

Per chi volesse provare già da oggi questa novità è possibile usare il kernel 4.8 mediante un porting eseguito da Ubuntu 16.10 Yakkety Yak, per farlo è sufficiente dare il seguente comando nel terminale dopo aver abilitato il “Proposed channel” in Software Sources utility.

(sudo apt-get install linux-generic-hwe-16.04-edge)

Vi consiglio di farlo su una partizione secondaria e non sul pc che usate tutti giorni per non incorrere in spiacevoli problemi.

Se devo dire un mio parere spero che la 17.04 sia meglio perché la 16.10 ha diversi bug e quindi speriamo che la versione successiva sia meglio.

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Cinnamon 3.2.0.

Ecco la nuova versione di Cinnamon.

Sulla pagina di GitHub del progetto Cinnamon 3.2.0 è già taggato come final release anche se verrà messo all’opera solo tra qualche settimana su Linux Mint 18.1 “Serena”.

Detto ciò noi siamo comunque in grado di fornirvi qualche anteprima sulle nuove funzioni implementate, fra cui:
support for vertical panels
ability to play sound effects when displaying notifications
revamped Keyboard applet
a new setting for the new menu animation
improved Xlet settings.
vfade effect by default
support for displaying percentage next to the volume slider

Sono stati poi migliorati il background manager ed i context menu inoltre è stato migliorato il supporto per le GTK+ 3. Una funzione completamente nuova implementata nello show-desktop applet si chiama “Peek at desktop”.

Per maggiori informazioni e dettagli circa Cinnamon 3.2.0 vi rimando al changelog che trovate sulla pagina GitHub.


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The Final Station è su Linux.

Finalmente The Final Station è su Linux.

Sviluppato da Do My Best Games e pubblicato da tinyBuild Games il gioco è stato lanciato il 30 Agosto scorso su Steam, solo per Windows e Mac. Sono serviti tre mesi per il porting ma ora è pronto e potete già acquistarlo, a prezzo di saldo sulla piattaforma di Gabe Newell.

In The final Station, 2D side-scrolling shooter e post-apocalyptic adventure, si vestono i panni di un ferroviere che una mattina come tante si sveglia e si dirige alla stazione locale, verificando a quale linea è stato assegnato. Una volta raggiunto il binario, però, si renderà conto che qualcosa di strano sta succedendo: dei nuovi sistemi di sicurezza sono stati installati, quindi per attivare una locomotiva è ora richiesto un codice di sblocco, e in più girano strane voci su un incidente che sarebbe accaduto al nord e che avrebbe coinvolto alcune delle cittadine che sono attraversate dalle linee di trasporti su rotaia…

Sin dal primo istante avverte l’atmosfera sci-fi coinvolge e il gioco è tutto da scoprire!

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L' assurda coppia.

L'assurda coppia tra Windows e Linux.

Poco più di un anno fa su queste stesse pagine ci stavamo chiedendo se davvero l’inferno si fosse congelato, poiché era girata la voce che Microsoft stesse lavorando a una propria distribuzione GNU/Linux.

Poi avevamo spiegato che la storia era un po’ più complessa e che non si trattava tecnicamente di una distro. Di certo si iniziava a percepire che l’atteggiamento di Redmond verso il sistema operativo del pinguino era già cambiato rispetto ai tempi in cui Steve Ballmer lo aveva definito un cancro che contamina tutto il software a causa della licenza GPL; era il 2001 e ancora pochi avevano capito il potenziale del sistema operativo open per eccellenza. Già lo scorso marzo lo stesso Ballmer, non più CEO Microsoft, in una intervista cercava di correggere il tiro dichiarando apertamente che ora ama Linux, nonostante le sue esternazioni negative del passato.

Adesso alla guida della più grande multinazionale software di tutti i tempi c’è Satya Nadella e l’approccio sembra profondamente diverso, come si coglie anche da alcune recenti iniziative (si veda ad esempio il progetto per democratizzare l’intelligenza artificiale).

Non a caso la scorsa settimana è arrivato un annuncio importante: Microsoft è entrata formalmente a far parte di Linux Foundation con lo status di platinum member.

Come commenta Frederic Lardinois su Techcrunch,

"Attualmente Microsoft è tra i soggetti che più contribuiscono all’open source. Nel corso di questi ultimi anni ha sostanzialmente costruito Canonical Ubuntu all’interno di Windows 10, portato SQL Server su Linux, reso open parti centrali della propria piattaforma .NET e intavolato partnership con Red Hat, SUSE e altri. Lo stesso Jim Zemlin (Executive Director di Linux Foundation) ha fatto notare che Microsoft ha anche contribuito a un certo numero di progetti gestiti dalla fondazione, come Node.js, OpenDaylight, Open Container Initiative, R Consortium e Open API Initiative."

Quella di questi giorni è dunque una notizia sorprendente solo per i più ingenui, o per coloro che amano vedere necessariamente un buono e un cattivo in ogni storia.

Tra l’altro, essere membro della Linux Foundation (anche se con uno status prestigioso) non implica poter dare direttive sullo sviluppo del kernel e degli altri progetti connessi, e nemmeno poter porre il veto su decisioni strategiche che il board della fondazione dovesse adottare. Implica piuttosto avere maggior contezza delle dinamiche interne della fondazione, ottenere informazioni sullo status dei vari progetti in modo completo e in anticipo rispetto ai soggetti esterni; ma soprattutto – la cosa che forse per ora interessa di più ai fan dell’open source – elargire ogni anno a fondo perduto un bel gruzzolo per gli scopi istituzionali della fondazione.

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Realtà Virtuale.

Realtà Virtuale anche su Linux.

Valve è intenzionata a incrementare gli sforzi finora profusi per migliorare sotto ogni punto di vista l'esperienza della realtà virtuale. I piani dell'azienda partono dall'eliminazione dei cavi e arrivano fino all'estensione dei visori VR su ogni piattaforma possibile, come per esempio Linux.

Uno dei maggiori ostacoli - in senso letterale - della realtà virtuale è sicuramente la presenza dei cavi. È facile ritrovarsi in un groviglio di fili mentre si è intenti a giocare con uno dei visori VR attualmente sul mercato. A tal proposito, Valve ha annunciato di aver investito in Nitero, una società impegnata nello sviluppo di una soluzione VR wireless.

Il visore VR di Nitero prevede il trasferimento e la codifica dei dati senza cavi attraverso un trasmettitore 60 Ghz, senza alcuna latenza.

La tecnologia in questione dev'essere ancora perfezionata, in quanto la comunicazione ottenuta dalla frequenza dei due trasmettitori in alcuni momenti risulterebbe instabile, ma l'azienda finanziata da Valve è già al lavoro per risolvere la problematica.

Nitero ha voluto precisare che Valve non è l'unico partner con cui sta collaborando, senza però rivelare con quali altre aziende si sta attualmente confrontando.

La collaborazione fra Valve e Nitero sembra voler seguire di pari passo le mosse di Oculus relativamente alla tecnologia wireless dedicata alla realtà virtuale, proprio come vi abbiamo riportato nella notizia di pochi giorni fa. Ma ci sono novità anche in ambito software.

Valve si è infatti mostrata interessata a implementare la piattaforma di SteamVR in ambiente Linux, grazie ad alcuni scatti pubblicati su Twitter.

Ricordiamo che Steam OS è pur sempre un derivato dell'enorme famiglia delle distribuzioni Linux. Inoltre buona parte delle Steam Machine - i PC da tavolo di casa Valve simili a una console - supportano tale sistema.

Lo sviluppo di SteamVR su piattaforma Linux troverebbe un ambiente di gioco già precostituito, senza dover contare per forza sulla licenza di Windows, abbassandone in minima parte il costo della soluzione proposta da Valve, a differenza di quanto accade con HTC Vive e Oculus Rift che funzionano solo su macchine Windows.

Infine, sempre sul fronte software, Greg Coomer, Product Designer di Valve, ha dichiarato che chi aspetta nuovi contenuti VR non resterà deluso dalle novità in arrivo nel 2017.

Microsoft apre le porte a Linux.

Sembrerebbe che Microsoft e Linux vadino d'accordo.

Microsoft ha annunciato ufficialmente l’entrata nella Linux Foundation. L’ex CEO di Microsoft, Steve Ballmer, aveva bollato Linux come un “cancro”, 15 anni fa, ma adesso, con la guida di Satya Nadella, la casa di Redmond ha completamente cambiato visione ed ha effettuato lo storico passo di aderire alla Linux Foundation. Sino a pochi anni fa questa scelta sarebbe stata inimmaginabile ma grazie alla visione del nuovo CEO è già da un po’ di tempo che la società sta abbracciando l’open source collaborando costantemente con Github.

Come ha notato, infatti, Ars Technica, Microsoft sta contribuito allo sviluppo di Linux da diversi anni e Jim Zemlin, direttore esecutivo della Linux Foundation, ha accolto con favore l’adesione della società alla fondazione. Tra le recenti iniziative di Microsoft in ambito open si ricorda, per esempio, la partnership con Canonical nel portare Ubuntu all’interno di Windows 10.

Inoltre, la società ha portato SQL Server su Linux. La storica notizia dell’adesione alla Linux Foudation da parte di Microsoft arriva contestualmente all’annuncio del rilascio di Visual Studio per piattaforma Mac. Grazie a questo software che per errore era sato svelato per errore alcuni giorni fa, gli sviluppatori Windows e Mac saranno in grado di condividere e contribuire agli stessi progetti.

Microsoft, dunque, si apre al futuro abbracciando ufficialmente il mondo open source. Una scelta che apre possibilità molto interessanti nello sviluppo di soluzioni innovative che un giorno potranno arrivare nelle mani degli sviluppatori e poi degli utenti.

La Microsoft di Satya Nadella è davvero cambiata rispetto alla vecchia società di qualche anno fa bollata da molti come chiusa e protezionista.

Infine, si evidenzia sempre in tema di annunci ed adesioni, che Google ha deciso di aderire alla fondazione indipendente .NET.

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Scheda Madre.

ASUS M5A78L-M/USB3 - scheda madre - micro ATX - Socket AM3+ - AMD 760G - Socket AM3+.

Le CPU AMD AM3+ si basano su una completa e avanzata microarchitettura, che assicura migliori performance rispetto alla precedente generazione di processori AMD e ASUS per prima mette a disposizione sul mercato una linea ampia ed articolata di schede madri compatibili con queste nuove soluzioni. Attraverso un upgrade delle attuali schede madri ASUS con chipset AMD 890FX e 890GX, infatti, sarà già possibile provare la potenza, mentre per assicurare un ventaglio di scelta ampio e articolato è in corso lo sviluppo delle schede madri ASUS AMD della serie 8 basate su socket AM3+ e con chipset 880G, 870 e 760G. Tutte le schede madri ASUS basate su chipset AMD della serie 8 sono arricchite, inoltre, dalla rinomata funzionalità per l'overclocking Core Unlocker, apprezzatissima dalla stampa di tutto il mondo sin dal suo debutto, oltre alla tecnologia Turbo Unlocker, che consente di regolare dinamicamente le risorse durante l'utilizzo, aumentando al massimo possibile la frequenza dei core attivi.

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Intervista ad Andrea Lazzarotto.

Grandissima Intervista ad Andrea Lazzarotto!!

Oggi intervisteremo una persona di cui sono fan. Andrea Lazzarotto è grande personaggio soprattutto nel mondo Linux, per me è un onore e anche un piacere.

Incominciamo:

1) Ciao Andrea come stai?

Tutto bene, grazie. Spero tutto bene anche per te e i tuoi lettori. Questo è un periodo un po' "particolare": sono passati circa 20 giorni dal Linux Day 2016 e nel mio LUG, come in tutti quelli d'Italia, bisogna lavorare per organizzare delle attività che possano interessare alle persone che hanno partecipato e hanno scoperto questo mondo.

2) Che cosa fai nella vita?

Sono un informatico, nel vero senso della parola. Questo termine purtroppo è un po' vago e viene spesso frainteso e confuso con altre figure completamente estranee (dal tecnico che ripara i PC al "santone" che si guadagna da vivere scrivendo su un blog per spiegare come installare un antivirus su Windows 10). Lavoro come freelance e mi occupo prevalentemente di sviluppo software, un po' meno frequentemente di consulenza informatica. Per i miei clienti sviluppo principalmente app, ma anche applicativi web (sia front-end che back-end) o software personalizzato.

3) Quando è incominciata questa passione per Linux?

L'anno esatto non lo ricordo, ma siamo attorno al 2003 perché avevo circa 12 anni. Per interesse personale leggevo le classiche riviste di PC che si trovano in edicola e una di queste allegava la vecchia Mandrake 10 che provai in dual boot. Dato che l'altro OS era un triste Windows ME, puoi immaginare come sia stato spettacolare provare un ambiente desktop come KDE 3 e anche solo il fatto di vedere i font con antialiasing era qualcosa di interessante.

4) Molti utenti dicono che Linux è difficile se non impossibile, che cosa consigli a questi utenti che si affacciano a linux per la prima volta?

In realtà ultimamente (anche nelle attività svolte col LUG) vedo meno persone con pregiudizi e più persone interessate a provare qualcosa di nuovo, specialmente essendo sia gratuito che migliore sotto molti punti di vista. Ci sono alcuni che fanno fatica a provare Linux, solitamente perché partono prevenuti o le precedenti abitudini influenzano le aspettative. Una persona che ha usato sempre Windows a livello base potrebbe aspettarsi che una distribuzione Linux debba avere per forza il menu in basso a sinistra, altrimenti diventa "difficile".

Ma in fin dei conti non è così: sono solo abitudini. Il menu può pure stare in alto e non è un dramma. Ovviamente questo è solo un esempio, ma quello che intendo è che si tratta comunque di un sistema operativo per PC. Va imparato come si impara qualsiasi OS quando lo si usa la prima volta. Se quand'ero alle medie sono riuscito a installare Mandrake in dual boot senza sapere cosa fosse una partizione è stato perché ho letto con calma le istruzioni di installazione, perciò immagino che al giorno d'oggi sia tranquillamente fattibile fare altrettanto (con la differenza che oggi usare Linux è molto più semplice di allora!).

Per questioni di lavoro ultimamente a volte devo utilizzare una macchina con macOS. I primi giorni è stato un disastro perché ti viene automatico di fare cose a cui sei abituato (per esempio premere una certa combinazione di tasti per aprire un certo pannello) ma poi ti accorgi che non si fa esattamente così in un OS diverso. Possiamo dire che macOS sia difficile da usare? No, è semplicemente una questione di ambientarsi i primi giorni, cercando di rimuovere gli schemi mentali che ci si è fatti in precedenza. :)

Per chi ha ancora timori, pensatela così: se la vostra auto ha i sedili neri, quanto vi farebbe strano guidarne una con i sedili gialli? Forse la prima volta sarà un po' bizzarro, ma ci si può abituare senza tanti problemi. Tra l'altro, usare un sistema operativo come Linux fa anche acquisire maggiore elasticità mentale e maggiore consapevolezza del proprio PC.

5) Hai un sito e di cosa parla?

Ho un blog primario su https://andrealazzarotto.com e uno secondario su https://lazza.dk

Il primo è principalmente un blog su Linux, anche se a volte ci scrivo qualche considerazione personale ma negli ultimi tempi ho privilegiato quasi sempre l'aspetto tecnologico. Scrivo tutorial, guide e recensioni sugli aspetti più disparati che riguardano Linux, dai singoli programmi a specifiche operazioni da svolgere (come modificare i file PDF o usare una VPN, tanto per fare degli esempi). Uso il blog anche per pubblicare i miei software e script, come quelli per salvare i video dalle principali televisioni italiane.

Il secondo è un blog con scopo molto più ristretto, una sorta di mini-diario. Lo usavo per scrivere qualcosa mentre studiavo all'estero e ora al limite ci pubblico qualche articolo che possa essere di interesse agli studenti universitari, traducendo ogni articolo anche in inglese.

6) Cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?


L'idea è quella di spiegare ai lettori come fare un sacco di cose diverse con Linux, nel modo più semplice possibile. Come giustamente dicevi, alcuni hanno dei pregiudizi o pensano che sia tutto complicato e se leggono delle istruzioni semplici sono più contenti perché si rendono conto che sono perfettamente capaci di capirle e metterle in pratica.

L'aspetto che curo di più comunque è la correttezza delle informazioni riportate, e in secondo luogo la loro completezza. Sono fortemente contrario agli articoli "scimmietta" che ti dicono "clicca qui, scrivi questo lì, apri quello" senza ulteriori dettagli. Non spiegano niente e non si impara niente, tocca sempre ritornare alle stesse istruzioni a meno di non impararle a memoria.

A volte leggo questo genere di post su alcuni siti e subito penso "Ma perché l'autore non spiega cosa fa questo comando? Come mai non c'è un avvertimento che questa operazione potrebbe dare un errore o causare un effetto indesiderato?". Non so se mi spiego.

Penso che un buon articolo debba spiegare sempre il perché si fa una operazione in un certo modo e quali sono le motivazioni tecniche o pratiche del procedimento. Naturalmente questo non è sempre facile, perché essere accurati tecnicamente e scrivere in modo semplice sono due obiettivi contrapposti. In un articolo di quest'anno ho dovuto spiegare cos'è un DNS leak in modo comprensibile a chi non abbia mai studiato le reti informatiche: è stato un bello sforzo. :D

Questo è il motivo principale per cui molti siti non spiegano o spiegano poco: è difficile, si fa meno fatica a dire "fai così" e basta. E poi ci sono alcuni presunti "guru" che si sono guadagnati questa fama per scrivere articoli in cui non è spiegato praticamente niente. Se i lettori non capiscono a fondo un certo argomento, è più facile costruirsi l'aurea da "esperto" anche da parte di persone che non hanno competenze specifiche nella materia.

7) La tua distribuzione preferita?

Per abitudine uso da diversi anni quasi sempre Ubuntu o derivate, perché la trovo un'ottima distro e francamente apprezzo Unity anche se so che altri hanno gusti diversi. Ciò non toglie che abbia avuto modo di usare anche altri sistemi. Oltre a Mandrake sono stato anche un utente di openSUSE e ho provato molte altre distribuzioni.

Poi se devo svolgere dei task specifici utilizzo distribuzioni specializzate, come SystemRescueCD o CAINE.

8) Hai altre passioni oltre a Linux?


Naturalmente l'informatica in generale, che è una scienza troppo vasta e interessante per considerare solo Linux o il software libero. ;) Riguardo ad altre cose, pratico karate-do tradizionale, partecipo alle attività del LUG di Bassano del Grappa (VI) e faccio volontariato.

9) Nel tuo sito in quanti collaborano con te?

Il mio blog è un sito personale e non ho collaboratori. Tutti i contenuti sono creati da me.

10) Progetti futuri?

Dal punto di vista personale ho intenzione di continuare lo sviluppo di RecuperaBit, che è il software open source per la ricostruzione forense di hard disk (e relativo recupero dati) che ho sviluppato come tesi magistrale. Per ora si occupa solo di NTFS ma il mio desiderio sarebbe quello di estenderne le funzionalità ad altri file system, oltre a renderlo più pratico da usare perché finora il focus è stato sulle funzionalità e non sull'interfaccia. :)

Professionalmente parlando, io e altri colleghi con cui lavoro stiamo avviando dei progetti abbastanza lunghi con un paio di grandi aziende italiane.

Questo è il quanto  ringrazio Andrea per questa intervista e per la sua disponibilità, cordiali saluti Nicola.


Per sapere di più su Linux=https://www.facebook.com/groups/416785168484322/

















Python.

Python Corso Base.

Iniziamo parlare di Python è facile da imparare quindi non ci sono grosse difficoltà.

Per prima di iniziare avrete bisogno di installare Python sul vostro computer, e probabilmente lo dovrete scaricare. Per saperne di più sulle varie versioni, potete leggere la sezione download.

E' stata tradotta molta documentazione, soprattutto quella dedicata a chi si avvicina per la prima volta alla programmazione, perciò dovreste ritenervi fortunati per due motivi:
Python è un vero linguaggio di programmazione, ma il suo creatore, Guido Van Rossum, ha voluto renderlo moderno, quindi programmabile con paradigma ad oggetti e semplice da comprendere;
I testi tradotti sono di dimensioni ragguardevoli e senza ombra di dubbio assimilarne i contenuti sarà sufficiente a fare di voi dei programmatori in erba.

Eccovi una lista, in continua evoluzione, dei testi per principianti reperibili in rete:

1) Il Tutorial di Python [in italiano]

Il primo assaggio con il linguaggio sarà senz'altro il tutorial dell'autore del linguaggio Guido Van Rossum.

2) Imparare a programmare [in italiano]

Luca Fini ha tradotto il testo di Alan Gauld che del suo testo dice: Ho scritto questa guida introduttiva perché sembra che sul Web ci sia molto poco che possa essere di aiuto al vero principiante della programmazione. D'altro canto la rete Internet ed il Web stimolano l'interesse per i computer e questo interesse porta naturalmente a desiderare di avere le cose "sotto controllo", cioè a imparare a programmare.

3) Passo dopo passo impariamo a programmare con Python [in italiano]

Guida dedicata ai più giovani, infatti è consigliato per ragazzi dai 10 ai 14 anni, permette di avvicinarsi al nostro linguaggio in maniera giocosa ed allo stesso tempo educativa.

Per continuare ad assaggiare il linguaggio, sul nostro sito è disponibile una collezione di articoli, e se ci avete presto gusto, potete passare ai libri sempre disponibili liberamente ed in diversi formati

Nella sezione libri del sito potete trovare alcuni libri tradotti che vi accompagneranno nei primi passi della programmazione: ad esempio Pensare da informatico: Imparare con Python o Imparare a programmare

Se trovate problemi usando Python, e la documentazione ufficiale non vi è d'aiuto, non disperate: potete chiedere aiuto alla comunità di pythonisti italiani. A vostra disposizione troverete newsgroup e mailng list.

Python Base
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Ecco Lenovo IdeaPad 710.

Il Yoga 900/900S ci sarà il nuovo Bios per Linux.

In diversi utenti si erano lamentati di essere impossibilitati di installare Linux sui portatili (Lenovo Yoga 900, Yoga 900S, e Yoga 710S).
Inizialmente non era chiaro perché Lenovo avesse fatto questa scelta: è stata l’azienda a chiarire che: “non c’è mai stati alcun blocco intenzionale nè per Linux nè per qualsiasi altro sistema operativo sui suoi laptop. Questo non significa che non ci siano potenziali problemi nell’installazione, ma che la compatibilità con Linux è una questione di aggiornamento del kernel e dei driver che permettono il corretto riconoscimento della configurazione RAID SSD.“

Qualche giorno fa è stato rilasciato un aggiornamento del BIOS per questi dispositivi permettendo a chi lo volesse di installare la propria distribuzione. L’update aggiunge la modalità AHCI (Advance Host Controller Interface) SATA controller, che quindi spiana la strada ad altri sistemi operativi “meno convenzionali”, anche se Lenovo non fornisce supporto per questo BIOS e gli utenti si assumono tutti i rischi derivanti (instabilità del sistema, problemi di avvio/spegnimento e così via). La garanzia dovrebbe essere ancora valida dopo l’installazione di Linux (Lenovo non si è esplicitamente espressa a riguardo) ma noi sappiamo che in alcuni casi caricare un sistema operativo diverso da quello preinstallato sul notebook potrebbe annullarla, quindi fate attenzione.

Il BIOS è stato creato su richiesta degli utenti Linux e chi deciderà di adottarlo dovrà dire addio a Windows anche se alcuni hanno già trovato un modo per impostare il sistema in dual-boot per poter scegliere tra i due sistemi operativi all’avvio del notebook.

Speriamo che sia la volta buona per Lenovo anche se ha dato queste problemi sembrerebbe che abbiano risolto, anche se secondo me Lenovo deve ancora farsi strada in mezzo hai portatili anche perché a molti utenti può piacere come non piacere.

Staremo a vedere come si evolverà il tutto.






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Una Console Linux.

Una Console Linux In Italia si affaccia nel crowdfunding.

Finalmente una console, per Linux vediamo un pò le sue grandi novità:

Il nostro utente Eros Gianaria ci ha sottoposto un interessante progetto basato su architettura Linux in rampa di lancio sulle piattaforme di crowdfunding.

Il suo team è attualmente al lavoro su una console che girerà su una variante personalizzata di SteamOS, che fin dal day one permetterà di far girare tutti i giochi Steam ma presto si aprirà anche ad altre piattaforme, come Origin e uPlay.

"Il progetto si chiama "Project Novatio", nome derivante dal latino "Innovatio" che significa innovazione", ci spiega Gianaria. "Proprio come un pc da gaming, permetterà di cambiare/sostituire i principali componenti, ovvero: cpu, scheda video, ram e hard disk. Il resto sarà inacessibile all'utente medio".

"I componenti che potranno essere sostituiti non avranno una misura standard, cioè potranno essere di qualsiasi tipo a condizione che rientrino nei limiti delle misure da noi proposte (es. scheda video max 33cm).

La console sarà dotata di un fan controller anteriore per la gestione delle ventole interne, e di piedini magnetici per metere la console nella posizione che più si desidera; inoltre sarà possibile usare il joystick che più si preferisce: PS4 DualShock, Xbox One Controller o qualsiasi altro controller compatibile con PC".

Senza dubbio un progetto coraggioso, che ci auguriamo veda presto la luce e possa convincere gli appassionati di PC gaming, e non solo. Voi che ne dite, intanto?



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Il Dirty COW, bug quasi decennale sarà vero?.

Il bug che dura quasi da 10 anni.

A Roma i ricercatori di sicurezza hanno svelato l'esistenza di una nuova vulnerabilità nel kernel Linux è una falla caratterizzata da un livello di pericolosità elevato e soprattutto dal fatto di essere in circolazione da ben nove anni. Sono innumerevoli i dispositivi e i sistemi coinvolti, e l'aggiornamento dell'intero ecosistema è tutto fuorché garantito.

Nota ufficialmente come CVE-2016-5195, o più prosaicamente come Dirty COW, la nuova falla "sistemica" di Linux permette di abusare di una tecnica di duplicazione chiamata Copy-on-write (COW appunto) per elevare i privilegi di accesso e ottenere diritti di scrittura in zone di memoria che sarebbero normalmente off-limits per gli utenti senza le adeguate credenziali.

Phil Oester, lo sviluppatore Linux che ha scovato gli attacchi capaci di sfruttare Dirty COW, dice di aver catturato abbastanza traffico HTTP per provare l'esistenza di attacchi informatici già in corso: "qualsiasi utente" potrebbe ottenere l'accesso "root" a un server Web in pochissimi secondi, spiega Oester, magari sfruttando una vulnerabilità meno pericolosa (come una SQL Injection) per garantirsi privilegi di scrittura limitati su un server.

Tutti i sistemi operativi basati su kernel Linux (dalla versione 3.6 in poi) includono la vulnerabilità, dicono i ricercatori, la patch per chiudere il baco è già stata sviluppata e integrata nel codice ma la sua distribuzione al vasto ecosistema di dispositivi Linux coinvolti è un problema di non facile - né immediata - soluzione.

Dirty COW mette ad esempio a rischio l'intero parco di gadget basati su Android, nessuno escluso: la falla è presente già a partire dalla prima versione ufficiale dell'OS mobile, e risulta essere sfruttabile anche sulla più recente release 6.0.1. La frammentazione del mercato androide non aiuterà certo a risolvere il problema in tempi rapidi.

L'unica cosa che posso dire che questa falla riusciranno a sistemarla, perché se fosse vero devono operare nel cuore del Sistema Operativo c'è il rischio che con il tempo possa dare anche altri danni all'interno, speriamo che riescano a risolverlo.


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