Ubuntu Software Libero: marzo 2017
IN QUESTO BLOG PARLEREMO DI TUTTE LE DISTRIBUZIONI LINUX E LE LORO CARATTERISTICHE, GRAZIE E BUONA PERMANENZA!!!

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I VARI SITI DI LINUX:

Ecco ECS Liva ZE.

ECS Liva ZE Mini PC con Apollo Lake Ubuntu Linux.

La linea ECS LIVA comprende Mini PC e PC desktop compatti, tutti fanless (senza ventola) e con processori a basso consumo. Come gran parte dei modelli della categoria, anche quelli dell'azienda taiwanese possono essere usati senza problemi in ambienti molto silenziosi (biblioteche) o in ambito domestico come home theater, in ufficio come computer principale, per applicazioni commerciali come digital signage, o addirittura per uno studio di registrazione (podcast o musica), insomma dove serve tenere acceso il PC per molte ore.

ECS Liva ZE è un Mini PC con processore Intel Apollo Lake, varie soluzioni di storage, supporto per Windows o Linux e ben quattro porte COM seriali RS232. Anche se queste interfacce potrebbero non essere utili per chi utilizza il computer come media center, sono invece essenziali per chi sfrutta queste soluzioni come registratori di cassa/point-of-sale, insegne e chioschi digitali, o altre applicazioni aziendali, ma ciò non significa che non potrete metterlo in salotto o in ufficio.

In un telaio che misura 127 x 116 x 25 mm, l'azienda taiwanese permette di installare un Celeron N3350, un Celeron N3450 o un Pentium N4200 (tutti Apollo Lake), con massimo 8GB di RAM su due slot SoDIMM e fino a 64GB di memoria interna su eMMC in abbinamento ad un disco rigido da 2.5", o un SSD con un SSD M.2.

La connettività è ben rappresentata da una porta USB 3.0 Type-C, tre porte USB 3.1, una HDMI 1.4, DisplayPort, due Gigabit Ethernet, jack audio con microfono, WiFi 802.11ac e Bluetooth 4.0. ECS Liva ZE potrà essere configurato con Windows 10 o Ubuntu 16.04 LTS, anche se la società fornisce supporto ufficiale solo per Windows. Nessuna indicazione sul prezzo di vendita. Qui la pagina per approfondire.
ECS Liva ZE

Il progetto ServerOne.

Il progetto ServerOne di Alessandro Magnaterra.

Questo progetto lo conosco abbastanza bene, Alessandro mi contattò un paio di anni fa per collaborare e devo dire che è una ottima idea, oltretutto la cosa che mi ha sorpreso che ci è riuscito da solo, anche se di questi tempi non è facile trovare persone che aiutino che cercano di dare delle dritte o dei consigli, ma grazie alla sua volontà ci è riuscito, per me è stato una soddisfazione ma sopratutto un orgoglio perché nella vita se ti ci impegni tutto puoi ottenere.

Vediamo che cosa è il ServerOne:


"Il ServerOne è un potente hardware su cui ho provato diverse soluzioni software, tra cui le più conosciute come FreeNAS, Open-E (Ubuntu server), Amahi, OpenFiler, ClearOS e anche Windows Storage Server, tutte soluzioni molto buone ma ognuna con le proprie debolezze. Finalmente mi sono imbattuto sulla soluzione software perfetta che sembra avere il supporto per tutto: OpenMediaVault (OMV) una libera distribuzione GNU/Linux progettata per realizzare e gestire un network-attached storage (NAS). A capo del progetto è Volker Theile, che lo ha iniziato nel 2009.

OMV si basa sul sistema operativo Debian, probabilmente il più solido e sicuro sistema operativo che si conosca, e viene concesso in licenza attraverso la licenza v3 GNU General Public.

Verso la fine del 2009, Volker Theile era l’unico sviluppatore attivo di FreeNAS, un sistema operativo NAS che Olivier Cochard-Labbé ha iniziato a sviluppare da m0n0wall nel 2005. m0n0wall è una variante del sistema operativo FreeBSD e Theile decise che voleva riscrivere FreeNAS per Linux. Il team di progetto sapeva da mesi che FreeNAS aveva bisogno di una riscrittura al fine di sostenere le caratteristiche cruciali. Dal Cochard-Labbé ha preferito rimanere con un sistema FreeBSD-based, lui e Theile convennero che Theile avrebbe sviluppato la sua versione di Linux con un nome diverso; il nome è stato inizialmente coreNAS, ma nel giro di pochi giorni Theile lo ha scartato in favore di OpenMediaVault.

Nel frattempo, FreeNAS aveva ancora bisogno di essere riscritto e mantenuto. Per fare questo Cochard-Labbé consegnò lo sviluppo a iXsystems, una società americana che sviluppa il sistema operativo PC-BSD.
Theile ha scelto Debian perché il gran numero di programmi inclusi nel suo sistema di gestione dei pacchetti avrebbe fatto sì che non avrebbe dovuto perdere tempo nel riconfezionamento del software stesso. OpenMediaVault è esso stesso simile a un pacchetto software e fa solo alcune modifiche al sistema operativo Debian. Esso fornisce un’interfaccia utente web-based per l’amministrazione e la personalizzazione e ciò permette ad esempio di usare un browser per modificare i settaggi e le funzionalità installate, gestire dischi e avere informazioni sul sistema. Questo rende possibile la gestione remota dell’hardware su cui è installato OpenMediaVault che non necessita perciò di mouse, tastiera e monitor (fatte salve le situazioni d’emergenza e guasto).

La sua interfaccia Web è accessibile anche fuori della rete locale dove è installato. Inoltre si possono installare facilmente tutti i plug-in tramite l’interfaccia Web. Esiste anche un API plug-in per l’implementazione di nuove funzionalità.

Ulteriori informazioni su Wikipedia in inglese e sulla nostra pagina web."

E non finisce qui:

"La serie ServerOne al momento nasce con il capostipite che utilizza un “case” di classe “enterprise” della azienda USA/Cina U-NAS ed è utilizzabile sia in ambito casalingo che professionale per uffici o aziende, seguiranno altre 2 versioni, con dei “case” meno professionali e di costo più basso prodotti da altre 2 aziende, espressamente per ambiti casalinghi e piccoli studi o piccole imprese.

In ambito aziendale consente un’archiviazione sicura dei dati nella rete, gestione di utenti e gruppi, alta espandibilità, tolleranza ai guasti, ottimo rapporto qualità/prezzo ed inoltre può implementare server web e posta elettronica e molto altro.

Il software utilizzato è il free software Open Media Vault basato sul sistema operativo Debian Linux 8 (Jessie) ed è amministrato tramite una interfaccia Web semplice e lineare senza tanti fronzoli ma chiara ed efficace.

Gli aggiornamenti sono semplici e gestiti tramite il sistema a pacchetti del team Debian che consente di aggiornare sia l’applicativo che il sistema stesso e consente inoltre di agganciare altri repository software per ottenere ad esempio gli aggiornamenti del sistema Debian dai backport di Jessie. Esiste il supporto multilingua per la gestione e personalizzazione, inclusa la lingua italiana. Open Media Vault si appoggia su una notevole quantità di plugins per poter implementare tutte le funzionalità richieste dagli utenti del ServerOne.
La possibilità di avere in ufficio/azienda uno strumento della potenza di un ServerOne dà una sempre maggiore spinta alla realizzazione dei servizi Web, email, ftp e cloud in house ovvero presso la sede stessa del professionista o ditta e non più dipendente da un fornitore terzo considerando che sono sempre di più i comuni italiani raggiunti dalla Fibra Ottica, che è in grado di offrire un collegamento Internet più veloce e stabile. Inoltre la copertura in fibra ottica cresce esponenzialmente e già attualmente raggiunge migliaia di comuni in tutto la nazione e le tariffe prevedono un canone molto simile a quello dell’ADSL classica sui normali doppini di rame delle linee telefoniche e spesso includono un IP statico pubblico.

Una opportunità che si rende disponibile anche per le famiglie. Immaginate una serata ospiti di amici e con il vostro smartphone vi collegate al vostro ServerOne a casa e mostrate le foto e video realizzati nelle ultime vacanze. Foto e video che avete salvato su un server affidabile e sicuro con un grande capacità ridondante di memorizzazione che vi preserverà dalla classica perdita di tutte le vostre foto e video quando si rompe il disco del vostro PC o notebook dove avete salvato il vostro patrimonio di immagini credendo che fosse al sicuro. Meglio ancora dei servizi Cloud che offre la rete che sono simili a un ServerOne quando devono offrire i contenuti ma che impiegano una vita per essere caricati mentre voi potete farlo direttamente a casa vostra in pochi istanti. Inoltre potete memorizzarci i vostri film preferiti e guardarli con un click quando e dove volete."

Non resta che vederla e provarla, ma sopratutto un caloroso augurio ad Alessandro per questo grandissimo progetto.

Per vedere il suo progetto cliccate QUI.


ServerOne

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Un piccolo notebook PDA.

Notebook PDA con Mediatek Helio X25 su Android e Linux.

Ecco qua Il mio mini Notebook con queste caratteristiche: integra un processore MediaTek Helio X25, display da 5.7 pollici (2880 x 1440 pixel), due USB Type-C, Android e Linux in dual-boot.

Sembra che le tastiere siano tornate di moda: Blackberry (per mano di TCL) ha lanciato un nuovo smartphone con tastiera QWERTY chiamato KeyONE, si vocifera di un "modulo tastiera" per il prossimo Moto Z e la raccolta fondi per finanziare la produzione di GPD Pocket, un notebook tascabile con Windows, è stata un gran successo.

Non ci sorprende quindi che Planet Computers, una piccola azienda del Regno Unito, voglia riportare sul mercato la vecchia idea di UMPC: un piccolo notebook clamshell con tastiera fisica progettato in collaborazione con il designer di Psion Series 5.

Non è un caso che questo dispositivo abbia la stessa tastiera di Psion Revo, Psion Serie 5 e di tutti quei terminali anni '90, che avevamo bisogno di "controbilanciare" il peso dei display quando erano aperti. Ecco quindi perché guardando Gemini, ci tornano in mente i classici PDA Psion.

E' un notebook con display da 5.7 pollici (2880 x 1440 pixel, 564 PPI) touch, processore deca-core MediaTek Helio X25, 4GB di RAM e storage da 64GB espandibile con uno slot per schede microSD. A bordo anche un modulo WiFi 802.11ac, Bluetooth 4.0, NFC, due porte USB Type-C, una fotocamera frontale da 5 megapixel, altoparlanti stereo e batteria da 8000 mAh.

Insomma, Gemini è un notebook con specifiche di un certo livello e gira su Android, anche se ci sarà la possibilità di preinstallare l'OS in dual-boot con Linux. Misura 171.3 x 80 x 13.5 mm e pesa 400 grammi, quindi è sicuramente più pesante di uno smartphone ma non molto più grande quando è chiuso.

In questo piccolo notebook dove sono state  intraprese queste modifiche, devo dire che ha portato un ottimo risultato, per le sue funzioni.

adesso a voi i vostri pareri.


Notebook PDA

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Ecco SteamVR su Linux.

SteamVR su Linux con HTC.

Finalmente la Valve annuncia il supporto di SteamVR su Linux, portando la realtà virtuale di HTC Vive nella famiglia dei sistemi operativi open source.

Le attenzioni di Valve verso Linux risale già al 2012, quando è stata pubblicata la prima beta di Steam per Ubuntu. Inoltre non bisogna dimenticare che lo stesso SteamOS, il sistema operativo che fra le altre cose è alla base delle Steam Machine, è interamente basato su Linux.

L'interesse di Valve per i sistemi Linux è dunque ancora vivo.

SteamVR per Ubuntu sfrutterà un nuovo driver di NVIDIA basato su Vulkan ancora in fase beta, che andrà a sostituire gli attuali driver di OpenGL.
Tuttavia, questa nuova implementazione, che permetterebbe lo sviluppo di nuove applicazioni per il visore HTC Vive in ambiente Linux, presenta numerose problematiche, come l'impossibilità di riprodurre immagini in contemporanea su un desktop e nel visore o di effettuare correttamente uno switch tra i due monitor, ricorrendo alla visualizzazione diretta ed esclusiva sul visore.

Altri problemi sono riconducibili alla mancata o imperfetta gestione dell'audio e l'assenza del supporto di Intel, ma in futuro le cose potrebbero cambiare, visto il costante interesse del settore verso le soluzioni open source.

non resta che provarla e molto conveniente, quindi basta acquistarla per vedere questi risultati, sono fiero che linux si ingrandisca sempre di più

SteamVR

 

 

 


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Il 14 marzo L'informatica scopre Linux.

Avvenne proprio ieri il 14 marzo.

Ieri il 14 marzo del 1994 quando, all’Università di Helsinki, viene presentato il sistema operativo Linux. A sviluppare l’idea è l’allora studente ventunenne Linus Torvalds, che, insoddisfatto del sistema operativo Minix e appassionato di programmazione, decide di crearne uno nuovo.

Nel settembre del 1991 vede così la luce un kernel Unix, il nucleo del nuovo sistema operativo, che Torvalds pubblica sul web allo scopo di coinvolgere altri sviluppatori nel suo perfezionamento. Attraverso i suggerimenti della rete si passa velocemente dalla versione beta 0.01 ad altre più aggiornate, con un considerevole aumento degli utenti che scelgono di utilizzare Linux. Torvalds associa quindi al sistema operativo una licenza GPL (“licenza pubblica generica”), così da permettere a chiunque di modificare e ridistribuire il software, ma con l’obbligo di rilasciarlo con la stessa licenza, ovvero gratuitamente.

Tale decisione accresce enormemente la popolarità del progetto, tanto che nel 1994 si giunge ad una prima versione stabile. Linux passerà alla storia per aver aperto la via allo sviluppo del software libero, distribuito cioè con una licenza che ne permette non solo l’utilizzo da parte di chiunque, ma anche lo studio, la modifica e la redistribuzione.

Il 14 marzo del 1879 nasceva invece Albert Einstein, padre della teoria della relatività. “Per i contributi alla fisica teorica, in particolare per la scoperta della legge dell’effetto fotoelettrico” Einstein non solo ricevette il premio Nobel nel 1921, ma viene oggi considerato uno dei più importanti studiosi e pensatori del XX secolo. La sua notorietà è infatti tale che il suo nome è addirittura divenuto sinonimo di intelligenza e di genialità.

Dopo il diploma, conseguito nel 1900 presso il Politecnico di Zurigo, Einstein fonda il gruppo chiamato “Accademia Olimpia”, dove si discute di scienza e filosofia. Il 1905 è quindi un anno di svolta: in soli sette mesi pubblica sei lavori, tra cui lo studio che gli sarebbe valso il Nobel per la fisica. Negli anni successivi si dedica all’insegnamento, scrivendo nel frattempo numerosi trattati.

Nel 1933, con la salita al potere di Hitler, Einstein si trasferisce quindi negli Stati Uniti, ove rimarrà fino alla morte, avvenuta nel 1955.


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In che modo lavorare.

Marco Montemango Lavorare piú duro o lavorare in modo piú intelligente?




 



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Il grande Elitebook.

Elitebook il notebook per Linux.

Se cercate un notebook con Linux e volete spendere il meno possibile un'idea da valutare è quella del Litebook, un portatile sottile che costa 250 dollari circa. Abbiamo provato la procedura d'acquisto e possiamo confermare che sono contemplate le spedizioni anche in Italia, con spese di 14 dollari.

Stiamo parlando di un prodotto di base, con un schermo da 14 pollici Full HD, processore quad-core Intel Celeron N3150, 4 GB di memoria RAM e sistema operativo Elementary OS (che si può sostituire con qualsiasi sistema operativo con kernel Linux 4.8 o successivo - necessario per il supporto wireless, o con Windows se proprio volete). Le versioni disponibili online sono due, differenziate dal supporto di archiviazione: disco fisso tradizionale da 512 GB o sistema ibrido con SSD mSATA da 32 GB e HDD da 512 GB. Nel primo caso il prezzo è di 249 dollari (circa 234 euro al cambio di oggi), nel secondo si sale a 269 dollari (circa 253 euro).

È bene sapere che il Litebook è un prodotto realizzato da un produttore cinese e rimarcato dal produttore statunitense, quindi lo stesso prodotto (anche con sistemi operativi differenti) si trova online con altri marchi. Rispetto alla versione nativa di Elementary sono state apportate delle modifiche per assicurare la piena compatibilità con l'hardware e per aiutare chi proviene dal mondo Windows. In particolare c'è un aggiornamento del kernel alla versione 4.8, sono preinstallati PlayonLinux, Wine, WPS/Kingsoft Office (perché assomiglia di più a Office per Windows, poi nulla toglie che chi voglia possa installare LibreOffice) e il browser predefinito è Firefox. C'è anche una partizione recupero utile per ripristinare il computer alle impostazioni di default in caso di problemi.

Quanto alla connettività, si segnala la presenza di due connettori USB 3.0, una porta HDMI, la presa jack per la cuffia, una connessione Ethernet e un vano per le schede microSDXC. Sono presenti poi una webcam 720p, altoparlanti stereo, Wi-Fi 802.11ne e supporto Bluetooth 4.0. Il peso è di 2,9 chilogrammi, a fronte di dimensioni di 34,29 x 23,62 x 1,52 cm. L'autonomia dichiarata è pari a 9 ore.

Non resta che provarlo, menomale che hanno messo Linux e non i consueti sistemi, sarà la svolta?

Elitebook


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Ecco Ubuntu 17.04 final Beta.

Ubuntu 17.04 la beta finale il 23 marzo.

Se eravate curiosi di sapere quando potrete mettere le mani sull’ultima fatica di Canonical ora avrete una risposta certa.

Ubuntu 17.04 alpha 1 sarà rilasciata solo per le derivate di Ubuntu, e sarà disponibile il 29 Dicembre 2016. L’alpha 2 sarà rilasciata il 26 Gennaio, circa un mese dopo.

Il 23 Febbraio avremo poi la prima beta seguita dalla final beta di Ubuntu 17.04 (Zesty Zapus) il cui rilascio è stato fissato per il 23 di Marzo, da qui inizia il cosiddetto Final Beta Freeze stage.

Il Final Freeze inizierà il 6 Aprile 2017, probabilmente verrà prodotta una Release Candidate per i soli developer. Infine, il 13 Aprile, avremo a disposizione la final build

Vi ricordo che Ubuntu 17.04 non sarà una long term release (LTS), pertanto il supporto è limitato a 9 mesi (quindi fino a Gennaio 2018). A fine Dicembre, col rilascio dell’alpha 1, avremo un’idea più chiara delle migliorie e delle nuove funzionalità del nuovo sistema operativo.

Non resta che attendere il 13 aprile, se vogliamo vedere la tabella di marcia:Tabella di Marcia
Ubuntu

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Un mito Marco Montemagno.

Marco Montemagno l'imprenditore in Brighton, Regno Unito.

Marco Montemango, una persona che conosce la tecnologia, il business e tante altre cose.

E' una persona che ha esperienza nel campo ed è un onore e un piacere di impostare sul mio blog uno dei suoi tanti video.

Io essendo suo fan lo stimo molto, per la sua spontaneità e carisma che emette nei suoi video.

Ecco qua il suo video:



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Ecco Linux e TCP.

Linux e TCP Cubic.

Salve a tutti Oggi narreremo un argomento un po’ diverso dal solito, più teorico rispetto ai progetti ed esperimenti che vi proponiamo e che ovviamente continueremo a proporvi ;). In particolare oggi parleremo di un famoso protocollo della rete internet, ossia TCP. In particolare vedremo come funziona all’interno del sistema operativo Linux e vedremo perché esso è diverso rispetto al protocollo standard che ci propone la letteratura.

Ovviamente non entreremo in dettagli troppo tecnici tipo formule, ma cercheremo di essere più discorsivi.

La versione di TCP che il kernel Linux implementa è chiamata TCP Cubic, ma prima di capire i suoi punti di forza vediamo velocemente a cosa serve TCP per poi andare a parlare di TCP Cubic.

La struttura della rete internet è a strati, comunemente conosciuta come struttura OSI.

Ogni livello ha un compito preciso, ad esempio in basso abbiamo il livello di collegamento che serve per interfacciarsi con il livello inferiore (banalmente la scheda di rete). Più in alto possiamo notare un altro livello, ossia il livello di trasporto. All’interno del livello di trasporto ci sono due protocolli principali che girano, ossia UDP e TCP.

TCP ha diversi scopi, tra i quali occuparsi dell’affidabilità ossia far in modo che il ricevitore riceva ogni singolo pacchetto che è stato inviato, ed un’altra funzione importante è la gestione della congestione, ed è proprio di quest’ultima che noi andremo a parlare.

Congestione
Cos’è la congestione? Per capirlo meglio facciamo un esempio.

Supponiamo che l’host A voglia comunicare con B. Quello che farà sarà semplicemente inviare dei pacchetti a B tramite il router. Il router ovviamente riuscirà ad inoltrare solo un determinato numero di pacchetti alla volta, e se noi iniziamo ad inviare più pacchetti di quanto il router riesca a smaltirne, allora verranno messi in una coda. Ovviamente la coda non è infinita, quindi se noi continuiamo ad inviare pacchetti all’impazzata, più velocemente di quanto il router riesca ad inoltrarli, la coda tenderà a riempirsi e di conseguenza si avrà una situazione di saturazione, ed i pacchetti inevitabilmente saranno scartati, poiché non si ha più posto nella coda. Poi su un router non arrivano pacchetti da un solo host, ma arrivano da molte più fonti.

Questo fenomeno è chiamato congestione (uno dei motivi per il quale non riuscite a sfruttare tutta la banda che il vostro fornitore vi fornisce).

Ci sono diverse tecniche per cercare di limitare questo effetto dannoso ed una di quelle è appunto implementata all’interno del protocollo TCP.

Vediamo ora il comportamento di TCP in una rete congestionata. TCP si accorge che una rete è congestionata da due possibili situazioni: la prima è che scatta il timeout del pacchetto che abbiamo inviato, ossia è passato troppo tempo dall’ultimo pacchetto inviato e di conseguenza scatta il timeout associato ad esso, avvertendo il mittente che esso è stato scartato da qualche router nella rete. La seconda situazione è che noi riceviamo per tre volte lo stesso ACK, questo vuol dire che il ricevitore non ha ricevuto un determinato pacchetto (poiché probabilmente è stato scartato da un router congestionato nella rete) e quindi continua a dirci: “ehi! Guarda che mi manca questo pacchetto, inviamelo!”.

Quello che TCP deve fare allora è far in modo di non far scartare il pacchetto al router congestionato, quindi deve inviarne di meno, in modo che il router riesca a smaltire la coda. Per fare questo, il mittente mantiene una finestra, chiamata finestra di congestione, in poche parole il mittente manderà tutti i pacchetti che sono all’interno della finestra, non di più per evitare la congestione. Questa finestra aumenta in modo esponenziali fino ad un determinato punto e dopo di che aumenta linearmente, ossia “di una unità” ogni volta che un pacchetto è stato trasmesso correttamente (senza perdite).

Se avviene un’altra perdita questa finestra viene ridimensionata, e si ripete l’operazione di farla ricrescere piano piano.

TCP Cubic risolve proprio questo problema. Se avviene una perdita, al posto di far crescere la finestra di congestione in modo lineare (ossia aumentandola solo di 1 unità ogni volta) viene aumentata con una funzione matematica cubica, che farà in modo di aumentare la finestra in modo molto più veloce, e quindi si riesce a sfruttare meglio tutta la banda a nostra disposizione.

allora non resta che provarla siamo pronti?

Linux e TCP

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Il tutorial di Eddie.

Ecco a voi Il tutorial di come ho creato Eddie.



Il tutorial è anche su youtbue: Tutorial Eddie


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Assistente Eddie.

Ecco a voi il programma che ho creato, "L'assistente Eddie".



Trovate anche il video su youtube:Assistente Eddie

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